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“Abbattiamo Corviale”: provocazione dei residenti che fanno causa
Questa volta gli abitanti di Corviale hanno deciso di passare all’attacco. E tutti insieme daranno vita ad un’azione popolare, una «class action», secondo il termine anglosassone, contro la Regione, l’Ater e il Campidoglio. Lo fanno «sia per dare il via ai lavori di riqualificazione- afferma Pino Galeota di Corviale Domani – che per richiedere il risarcimento dei danni subiti in tutti questi anni di inadempienze anche amministrative». E non è tutto.
Lilli Garrone per Il Corriere della Sera, 25 luglio 2012
Il palazzone di Corviale
I residenti di Corviale hanno deciso di andare dal Questore e dal Procuratore generale per collaborare insieme a loro e porre fine all’illegalità e all’insicurezza che rendono ogni giorno difficile la vita nel famoso palazzo lungo un chilometro (dove vivono 6.000 persone), dovute anche al mancato avvio dei lavori di riqualificazione dell’edificio.
«Il territorio ha deciso di ribellarsi – aggiunge Pino Galeota – e siamo passati alla “class action” per avere i soldi che ci spettano: 42 milioni di euro già stanziati e fermi al palo, dei quali 23 milioni per la risistemazione del palazzo. È dal 2003 che questi fondi sono stati stanziati; i cittadini non ne possono più».
Quello che più tormenta chi abita a Corviale, infatti, è che essendo terminato nel 2010 l’iter amministrativo dopo 35 anni si potrebbero finalmente spendere questi 23 milioni, messi in bilancio sia dalla giunta regionale di Storace che da quella di Marrazzo per i lavori di riqualificazione di questo «serpentone», previsti anche dal contratto di quartiere. E invece è tutto fermo «perché la giunta Polverini e l’assessore alla casa Teodoro Buontempo hanno dichiarato che “il primo intervento per le periferie è abbattere Corviale”».
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Tagged corviale, pino galeota, Roma 2013, urbanismo

















